lunedì 14 gennaio 2008
S. Agostino commento alla prima lettera di Giovanni 7,7-8
«In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi,
che egli ha mandato in questo mondo il suo Figlio
Unigenito, affinché potessimo vivere per mezzo suo»
(lGv 4,9). Il Signore stesso ha detto: «Nessuno può
avere maggior amore di chi dà la sua vita per i suoi
amici», e l’amore di Cristo verso di noi si
dimostra nel fatto che egli è morto per noi.
Quale è invece la prova dell’amore del Padre verso
di noi? Che egli ha mandato il suo unico Figlio a morire
per noi. [...].
Ecco, il Padre consegnò Cristo e anche Giuda lo
consegnò; forse che il fatto non appare simile? Giuda è
traditore — dunque anche il Padre è traditore? Non
sia mai, tu dici.[ ...] Il Padre lo diede e Cristo stesso
si diede. [...] Se il Padre diede il Figlio ed il Figlio
se stesso, Giuda che cosa fece? Una consegna è stata
fatta dal Padre, una dal Figlio, una da Giuda: si tratta
di una identica cosa: ma come si distinguono il Padre che
dà il Figlio, e il Figlio che dà se stesso e Giuda, il
discepolo, che dà il suo maestro?
Il Padre ed il Figlio fecero ciò nella carità; compì
la stessa azione anche Giuda, ma nel tradimento.
Vedete che non bisogna considerare che cosa fa
l’uomo ma con quale animo e con quale volontà lo
faccia.
Troviamo Dio Padre nella stessa azione in cui troviamo
anche Giuda: benediciamo il Padre, detestiamo Giuda.
Perché benediciamo il Padre e detestiamo Giuda?
Benediciamo la carità, detestiamo l’iniquità.
Quanto vantaggio infatti venne al genere umano dal fatto
che Cristo fu tradito? Forse che Giuda ebbe in mente
questo vantaggio nel tradire? Dio ebbe in mente la nostra
salvezza per la quale siamo stati redenti; Giuda ebbe in
mente il prezzo che prese per vendere il Signore. Il
Figlio ebbe in mente il prezzo che diede per noi, Giuda
pensò al prezzo che ricevette per venderlo.
Una diversa intenzione dunque, rese i fatti diversi. Se
misuriamo questo identico fatto dalle diverse Intenzioni,
una di esse deve essere amata, l’altra condannata;
una deve essere glorificata, l’altra detestata.
Tanto vale la carità! Vedete che essa sola soppesa e
distingue i fatti degli uomini. Dicemmo questo in
riferimento a fatti simili. In riferimento a fatti
diversi troviamo un uomo che Infierisce per motivo di
carità ed uno gentile per motivo di iniquità. Un padre
percuote il figlio e un mercante di schiavi invece tratta
con riguardo. Se ti metti davanti queste due cose, le
percosse e le carezze, chi non preferisce le carezze e
fugge le percosse? Se poni mente alle persone, la carità
colpisce, l’iniquità blandisce. Considerate bene
quanto qui insegniamo, che cioè i fatti degli uomini non
si differenziano se non partendo dalla radice della
carità. Molte cose infatti possono avvenire che hanno
una apparenza buona ma non procedono dalla radice della
carità: anche le spine hanno i fiori; alcune cose
sembrano aspre e dure; ma si fanno, per instaurare una
disciplina, sotto il comando della carità.
Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve
precetto: ama e fa’ ciò che vuoi; sia che tu
taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per
amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che
perdoni, perdona per amore; sia in te la radice
dell’amore, poiché da questa radice non può
procedere se non il bene
Una stupenda canzone del grandissimo Giorgio Gaber .
La razza in estinzione
di Gaber - Luporini
Non mi piace la finta allegria
non sopporto neanche le cene in compagnia
e coi giovani sono intransigente
di certe mode, canzoni e trasgressioni
non me ne frega niente.
E sono anche un po' annoiato
da chi ci fa la morale
ed esalta come sacra la vita coniugale
e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni
ma io non riesco a tollerare
le loro esibizioni.
Non mi piace chi è troppo solidale
e fa il professionista del sociale
ma chi specula su chi è malato
su disabili, tossici e anziani
è un vero criminale.
Ma non vedo più nessuno che s'incazza
fra tutti gli assuefatti della nuova razza
e chi si inventa un bel partito
per il nostro bene
sembra proprio destinato
a diventare un buffone.
Ma forse sono io che faccio parte
di una razza
in estinzione.
La mia generazione ha visto
le strade, le piazze gremite
di gente appassionata
sicura di ridare un senso alla propria vita
ma ormai son tutte cose del secolo scorso
la mia generazione ha perso.
Non mi piace la troppa informazione
odio anche i giornali e la televisione
la cultura per le masse è un'idiozia
la fila coi panini davanti ai musei
mi fa malinconia.
E la tecnologia ci porterà lontano
ma non c'è più nessuno che sappia l'italiano
c'è di buono che la scuola
si aggiorna con urgenza
e con tutti i nuovi quiz
ci garantisce l'ignoranza.
Non mi piace nessuna ideologia
non faccio neanche il tifo per la democrazia
di gente che ha da dire ce n'è tanta
la qualità non è richiesta
è il numero che conta.
E anche il mio paese mi piace sempre meno
non credo più all'ingegno del popolo italiano
dove ogni intellettuale fa opinione
ma se lo guardi bene
è il solito coglione.
Ma forse sono io che faccio parte
di una razza
in estinzione.
La mia generazione ha visto
migliaia di ragazzi pronti a tutto
che stavano cercando
magari con un po' di presunzione
di cambiare il mondo
possiamo raccontarlo ai figli
senza alcun rimorso
ma la mia generazione ha perso.
Non mi piace il mercato globale
che è il paradiso di ogni multinazionale
e un domani state pur tranquilli
ci saranno sempre più poveri e più ricchi
ma tutti più imbecilli.
E immagino un futuro
senza alcun rimedio
una specie di massa
senza più un individuo
e vedo il nostro stato
che è pavido e impotente
è sempre più allo sfascio
e non gliene frega niente
e vedo anche una Chiesa
che incalza più che mai
io vorrei che sprofondasse
con tutti i Papi e i Giubilei.
Ma questa è un'astrazione
è un'idea di chi appartiene
a una razza
in estinzione.
Esserci è la cosa che conta
Il primo riguarda la voglia di poter annotare i pensieri che troppo spesso sono importanti ma la mia testolina nei momenti bui si dimentica.
Il secondo è condividere e magari elaborare questi miei pensieri assieme a chi per caso legge cio' che ho scritto.
Nella vita di tutti i giorni vedo quasi solo gente confusa che corre qua' e la' affannosamente senza capire il perchè , che per una carriera lavorativa lascia da parte tutto il resto combattendo contro i propri simili piuttosto che contro un sistema marcio , gente che fa file estenuanti davanti a negozi di alta moda per portarsi a casa uno straccio firmato , gente che ancora nel 2008 si porta dietro un bagaglio d'odio verso chi crede diversa da se.
Spesso mi capita di uscire con i migliori propositi , con la voglia di fare amicizie nuove e cercare un sorriso sulla faccia di chi incontro ma generalmente cio' che vedo in quei volti è un'espessione incazzata , di sospetto , di sfida.
Il mio spazio non deve essere cosi',deve essere un luogo sereno , divertente e utile per sfogarsi in modo costruttivo!
Il nostro amico Pippo !